FARETE Bologna

Chi ha detto che con il design non si mangia? Il Design è nutriente è il titolo della mostra organizzata dal circuito di Open Design Italia all’interno di FARETE, la fiera di networking tra le imprese del territorio emiliano organizzata da Confindustria Emilia Romagna. Ancora pochi giorni e poi via a Bologna, per nutrire le idee, le relazioni, lo spirito.

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Quattro scimmie due serpenti

Questo gioco nasce da una storia che mi piace ricordare: ad un certo punto della sua vita Michy ha iniziato ad appendere oggetti in giro per la casa, osservandone l’equilibrio. Ormai era consuetudine trovare formichieri sul bordo del lavandino o parasaurolofi appesi ai ripiani delle librerie. Per sostenere questa esplorazione ho realizzato alcune forme in cartoncino. E’ nato in questo modo Quattro scimmie due serpenti: un gioco fatto di sagome di cartone che possono essere appese insieme, colorate, esplorate. Un modo diverso per giocare ed esplorare.

Creativamente kids

Che oggetti progettare per la mostra Creativamente kids all’interno del Festival della Mente di Sarzana? Ho pensato alla infinita passione dei bambini per il pavimento: ore intere sdraiati a disegnare, a costruire a inventare mondi. E allora ho pensato alla cellulosa, un materiale familiare per i bambini, comodo per le mamme perché può essere lavato. Il risultato è una piccola famiglia di tappeti da utilizzare in casa ma anche all’aperto, da tenere sotto durante tante attività, da soli e con gli amici ed inoltre una borsa-tappeto che si può usare aperta come base per le attività di disegno e costruttività, chiusa per trasportare le proprie opere a scuola, a casa dei nonni o degli amici.

 

 

MAMII

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L’esperienza nella progettazione di abiti per bambini prosegue con MAMII: un progetto che mette al centro i bambini e il loro diritto a indossare abiti adatti al gioco e al movimento. MAMII nasce dall’unione di design e artigianato: ogni capo è unico, come unici sono i bambini che lo indosseranno. MAMII propone abiti in morbido cotone con tante tasche per potere contenere i mille oggetti preziosi della giornata; propone abiti reversibili per potere essere indossati in tanti modi divertendosi; propone abiti semplici per potersi muovere in totale libertà.

Design at Museum Premio OpenDesignItalia 2015

Cosa ci fanno le maglie gioco Cosà&Così a spasso per il MUSE Museo delle Scienze di Trento? Sono tra gli undici vincitori del premio Design at Museum di OpenDesignItalia 2015! Accompagnate dai fotografi Giacomo Brini e Davide Menis hanno scelto un luogo speciale per farsi fotografare. Un grande orgoglio, una grande avventura in compagnia della mitica leonessa del MUSE

http://www.muse.it

http://www.opendesignitalia.net

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Università di San Marino

Il laboratorio di Design del Prodotto condotto da Massimo Brignoni e Chiara De Luca, quest’anno ha avuto come tema l’abbigliamento per bambini. Ho collaborato con loro e con i ragazzi illustrando il mio percorso di ricerca e i miei prodotti e successivamente facendo revisione dei progetti emersi. Questa esperienza sta contribuendo a sensibilizzare un tema sottovalutato ma di fondamentale importanza: un abbigliamento progettato per i bambini e con i bambini, non limita l’autonomia, sostiene e incoraggia il gioco ed il movimento, limita l’affermarsi di stereotipi. La sfida è applicare il Reggio Approach al design di prodotto. A breve gli esiti!

 

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Cosà&Così

Cosa può fare un bambino con una maglietta? Tante cose, persino indossarla! Cosa&Così nasce dall’osservazione diretta dei bambini: può essere indossata in quattro modi diversi perché non ha un davanti e un dietro e nemmeno un dritto e un rovescio. Ogni bambino può scoprirla, manipolarla e indossarla in piena autonomia, senza bisogno di aiuti da parte della mamma. Le tasche di Cosà&Così favoriscono l’esplorazione del rapporto tra interno ed esterno e la relazione tra bambini. Una maglia-gioco che grazie alle sue forme astratte sostiene anche il potenziale narrativo dei bambini. Cosa&Così è un’autoproduzione gestita interamente in Italia.

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Castelfranco Emilia – Ri-Creazione

Ottobre 2008 / Castelfranco Emilia

Non si legge un tubo! si aggiudica una menzione speciale e una critica del Prof. Giorgio Celli

“…Il tubo polisemantico di Antonietta Casini, si rifà all’ars combinatoria, non riferita, però, a strutture permutabili, ma a delle frasi che, scritte su fogli mobili, possono formare a volontà delle proposizioni, degli aforismi, continuamente differenti. Un giocattolo che ricorda certe esercitazioni di Queneau. Per un bambino giocare significa non solamente dilettarsi, ma, come succede per gli animali, allenarsi ai compiti della vita da adulto.

Come il gattino che insegue nella pallina il suo topo futuro, così il bambino, attraverso il giocattolo, mette in attività l’immaginazione, inventa soluzioni a nuovi problemi, trasformando le cose in metafore e in simboli. Il giocattolo è il totem che presiede all’iniziazione del bambino al diventare grande.”

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